di michele61 il sab ott 31, 2009 3:59 pm
La componente solubile dell'impasto crudo non è importante ai fini delle efflorescenze, perché di mezzo c'è il processo di cottura, che modifica sostanzialmente la solubilità di alcune componenti. Infatti, le principali fonti di sali efflorescenti sono dovute a fenomeni che avvengono in cottura:
- decomposizione dei carbonati (con formazione di silicati di Ca e Mg, ma anche di una frazione di CaO libero, facilmente mobilizzato in forma idrata, Ca(OH)2, e poi carbonatato a contatto con l'aria in CaCO3 secondaria); si tenga presente che, anche se le reazioni di silicatizzazione del Ca sono abbastanza efficienti, resta sempre, per ragioni cinetiche, una parte di CaO non reagito. Una reazione efficiente al 98% in un'argilla col 10% di CaO lascia comunque uno 0,2% circa di ione Ca, che rappresenta già il limite per avere efflorescenze di medio-alto grado a calcite.
- ossidazione di pirite, con attacco acido da parte del H2SO4 ai minerali argillosi e formazione di solfati alcalini. In questo caso è sufficiente un tenore assai più basso di sali solubili per avere efflorescenze forti: 0,05% Na+K e addirittura 0,005% per il Mg! In pratica occorre la massima attenzione a evitare materie prime (o combustibili) con zolfo.
I sali solubili presenti nell'argilla hanno poco effetto, in quanto soggetti alla decomposizione di cloruri e solfati (con volatilizzazioni di Cl e SO3) durante la cottura.